Terminata la scuola superiore nel 2005, all’età di 18 anni, senza tanta voglia di continuare gli studi ma con tanto desiderio di fare esperienze nuove, un anno dopo ho vissuto l’avventura più bella che cambiò la mia vita donandole  un sapore diverso e riempiendola di meravigliosi colori.

Nei primi messi dell’anno 2006 grazie alla pazienza e alla perseveranza di Heybi un mio amico di scuola, decisi di accogliere l’invito di far parte della Pastorale Vocazionale della mia Parrocchia Nostra Signora di Guadalupe. Ricordo l’ospitalità con la quale mi hanno accolta! In quel periodo, la coordinatrice era Sr Marlene del Sacro Cuore, era ancora una sconosciuta per me nonostante fosse presente nella mia parrocchia da qualche anno.

Il gruppo era molto attivo e partecipava un bel numero di ragazzi della mia comunità parrocchiale e delle comunità vicine. Tra questi: Heybi, Harry, Haroldo, Lenin, Rodolfo, Jessica, Lenin, Bayron, Eyra, Selim, Luis Carlo,Gabriela, Eddy;  ricordo come, tutti i Sabati, ci davamo appuntamento alle 17:00 per ritrovarci assieme e vivere momenti di condivisione, formazione, collaborazione; ci occupavamo di varie attività che si svolgevano all’interno della mia Parrocchia: animazione, raccolta fondi per le feste, pulizia degli ambienti intorno alla Parrocchia.

La mia attività privilegiata era quando, in vista della festa del 12 dicembre, festa importante della mia Parrocchia Nostra Signora di Guadalupe, la pastorale giovanile si occupava di organizzare, tra le tante attività, la vigilia dell’11 dicembre nell’attesa del grande giorno. Era bellissimo come rendevamo la parte esterna della chiesa: un bellissimo altare per la grande vigilia; lì ballavamo, cantavamo, in onore alla nostra Morenita! Ancora mi riempie di gioia il ricordo di questi momenti di felicità, comunione e spensieratezza che vivevamo.

Il profumo di Gesù si sparge ovunque !!! Fu cosi che, facendo parte della pastorale giovanile, dopo 6 messi, precisamente il 21 maggio del 2007, iniziai a frequentare e conoscere più da vicino le suore Calasanziane, Sr Marlene e Sr Marilia. Inizialmente aiutavo in cucina, in quel tempo la cuoca era la mamma di sr Marlene, la signora Maria; dopodiché aiutavo i bambini nello svolgere i compiti e così, pian piano, con amore e tanta tenerezza il Signore mi  ha conquistata facendo nascere in me il desiderio di conoscerlo più da vicino. Nel messe di ottobre dello stesso anno, ebbi l’opportunità di partecipare al mio primo ritiro vocazionale all’ Isola di Ometepe; l’esperienza vissuta quel giorno fu unica, lì sentì nel mio cuore le parole del Profeta Geremia 1:4-19

Il Signore chiama Geremia

Mi fu rivolta la parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni». Risposi: «Ahimé, Signore Dio, ecco io non so parlare, perché sono giovane». Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane, ma va’ da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò. Non temerli, perché io sono con te per proteggerti». Oracolo del Signore.
Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e il Signore mi disse: «Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca. Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare».

 

Con tanto affetto penso a Padre Arturo Sambrana che guidava quell’incontro indimenticabile per me, che aveva come tema “vieni e seguimi”. Un incontro profondo ma non sufficientemente soddisfacente; ricordo che sentivo dentro di me il desiderio di diventare una suora, ma non lo accettavo, era come voler resistere a qualcosa più grande di me. Mi viene da sorridere quando mi vengono in mente le parole delle mie cugine, zie, amiche, il mio papà, che mi dicevano: ma tu sarai una suora! Ed io rispondevo che quella era assolutamente una pazzia.  Quando rispondevo così, qualcosa mi inquietava. La mia nonna non ha mai dubitato, era più sicura di me di ciò che Il Signore voleva. Quello stesso anno, però, decisi di allontanarmi da quella casa  delle suore dove mi avevano dato tanta fiducia e mi avevano fatto sentire a casa. Fu  un periodo di dolore, di contrarietà con me stessa, di continua ricerca; questo tempo però mi aiutò a discernere se era vera o era una pazzia quella inquietudine che sentivo nel mio cuore e, così, sono stata quasi tre mesi, fuggendo da quell’ambiente accogliente e misterioso.

 

Le vie del Signore sono infinite, Lui si serve delle nostre imperfezioni! Nel mese di febbraio del 2007, più decisa che mai, ritornai dalle suore: era il mio primo passo e pur di saziare la mia sete, ero disposta a tutto, anche a studiare se ci fosse stato bisogno; per me l’importante era consacrare la mia vita al Signore. Ricordo la gioia con la quale sr. Marlene e s.r Marilia mi hanno accolto;  ero nuovamente a casa, senza nessun giudizio sul mio comportamento fuggitivo; con grande rispetto e lasciandomi grande libertà, hanno aspettato che fossi io a dare un nome al perchè ero improvvisamente scomparsa. Ancora una volta il Signore seminò nel mio cuore il desiderio di essere catechista, di continuare ad aiutare le suore con i bimbi, di coinvolgermi nelle attività.

 

Come un raggio della Sua luce toccò la mia vita. Questo tempo mi aiutò a discernere più da vicino quella chiamata che cambiò la mia vita; stando in quell’ ambiente il Signore  si servì di piccoli strumenti per conquistare il mio cuore; uno di loro fu una persona invisibile, ma che con la sua voce e la sua musica penetrava il mio intimo: la “hermana Glenda”; quanto mi appassionava, era come se il Signore mi parlasse attraverso le sue canzoni! Mi affascinava anche come sr Marlene e sr Marilia davano  attenzione, tempo, tenerezza, educazione; davano tutte se stesse in modo incondizionato ai bambini, impegnate nella parrocchia, con i giovani, le famiglie; ammiravo come si preoccupavano quando le cose non andavano per il verso giusto e si prendevano a cuore le situazioni. Ricordo che mi piaceva tanto sentirle esprimere o dare un parere su una determinata situazione e io dicevo dentro di me: “se le altre persone pensassero come pensano le suore, il mondo sarebbe più umano”, perchè loro non cercavano interessi personali, ma il bene nel e per l’altro. Tante volte ho fatto questa piccola riflessione in silenzio, vedendo loro due con il loro semplice modo di fare, la loro dedizione, sempre allegre, piene di speranze anche quando le cose non andavano bene; ricordo che sr Marlene era solita dire in ogni occasione: “Dio mi ama”.

E i bambini? loro sono stati quel granellino di senape, quella perla di grande valore che il Signore ha messo nella mia vita; è in loro che ho trovato la gioia di servirlo, di sentirlo vicino, di poter toccare le sue mani, di sentire i suoi abbracci; i bambini sono stati e sono quel raggio di luce che toccò il mio cuore e cambiò la mia vita.

 

Tu mi hai sedotto Signore e io mi sono lasciata sedurre.

Il Signore si è servito di questi piccoli strumenti per conquistarmi.

Dopo tre messi, esattamente un lunedì, 21 maggio del 2007, innamorata, appassionata e sicura mi sono lanciata a seguire il mio cammino e rispondere a quella chiamata che toccò il mio cuore, avendo come guide, all’ inizio del mio percorso, sr Marlene e sr Marilia.

Senza dubbio il Signore penetra anche nelle pietre più dure senza chiederci nulla,sta a noi  accettare e lasciarci toccare dal suo amore. Lui non cerca persone perfette, ma lavora con le nostre imperfezioni.

Ricordo con grande emozione il 21 maggio del 2007 quando le suore, come già era abitudine ogni lunedì, si recavano a Rivas per fare la spesa della settimana e, passando da me, lasciavano le chiavi di casa. Cosi quel lunedì stava già nel pensiero di Dio, ma ancora sconosciuto alle due suore. La mia nonna, mio papa, mio zio Arnoldo, loro sì sapevano già la mia decisione di trasferirmi dalle suore; io ero pronta con le mie poche cosine e la mattina di quel lunedì mi diressi con la mia bici a casa delle suore e, quando loro erano già di ritorno, io ero lì:  solo in quel momento ho detto loro della mia decisione di voler fare esperienza con loro, vivendo lì, e che avevo portato con me tutte le mie cose e, quindi, sarei rimasta a vivere con loro. Ancora oggi, il mio cuore è colmo di emozione quando ripenso alla luce che brillò nei loro occhi e al calore degli abbracci con i quali mi hanno accolta; fu un giorno di festa per tutte, particolarmente per me che ero felice e mi sentivo finalmente libera, avevo sconfitto la paura e sentivo di rispondere a quella voce che toccò il mio cuore, quella chiamata a voler consacrare la mia vita a Gesù. Lui che fa nuove tutte le cose, non ha guardato i miei difetti, le mie imperfezione; anch’io mi sono sentita tutta per Lui solo.

Così

  • Ho iniziato il mio cammino d’incontro e riconciliazione con la mia propria storia
  • Formazione personale, umana, comunitaria, e spirituale
  • Conoscenza della vita e opera di madre Celestina
  • Un modo diverso di guardare la realtà che mi circondava
  • Il 19 marzo del 2008, il mio primo viaggio in Italia dove ho avuto la grazia di partecipare alla beatificazione di Madre Celestina Donati; qui rimasi per tre mesi, per fare una esperienza e conoscere più da vicino il carisma e la missione educativa delle suore Calasanziane. Ritornai in Nicaragua il 10 giugno dello stesso anno
  • Il 26 settembre del 2008 sono entrata in postulantato, nella mia amata parrocchia Nostra Signora di Guadalupe
  • Il 30 giungo del 2009, è avvenuto a me così come la missione affidata al nostro padre Abramo: Il Signore disse ad Abram:«Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre,verso il paese che io ti indicherò

Sono ritornata a Roma per continuare la formazione presso la comunità Celestina Donati

  • Il 18 aprile del 2010 ho fatto l’ingresso al Noviziato, nella Chiesa dell’Immacolata, all’interno della comunità Celestina Donati
  • Il 12 settembre del 2012 ho fatto la mia Professione Semplice nella Chiesa dell’Immacolata, all’interno della comunità Celestina Donati, consacrando la mia vita a Dio, in questa Famiglia Calasanziana
  • Il 9 febbraio del 2018, ho concluso i miei studi come Educatore Professionale
  • Il 26 gennaio del 20019 ho fatto la mia Professione Perpetua nel mio amato Tola, nella mia amata Parrocchia Nostra Signora di Guadalupe, in mezzo alla amia gente e con la mia famiglia

Sono felice di aver consacrato la mia vita a Dio in questa famiglia Calasanziana, servendo a Lui in questa nobile missione che viviamo con amore e abbondante fiducia nella Provvidenza, con abbandono  totale alla sua Santa Volontà,  con grande devozione alla nostra Madre Santissima la Vergine Maria e ai nostri fondatori Madre Celestina Donati, mons.Celestino Zini e San Giusseppe Calasanzio. Loro dal cielo ci benedicono e intercedono per noi.

Senza dubbio il Signore lavora con le nostre imperfezioni, Lui vede il nostro cuore e ci dà la libertà di decidere se aprire e farglie spazio o no nel nostro cuore. Ora ringrazio Dio per aver fissato il suo sguardo su di me e avermi chiamata ad essere parte di questa preziosa vigna Clasanziana.

“Lui che fa nuove tutte le cose”

Questa è

La mia piccola

Storia con Gesù

Karla Patricia Sanarrucia Martinez

 

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