Sicuramente molti di voi conoscono la Serva di Dio Chiara Corbella. Il suo programma di vita era “la regola delle tre P”. Piccoli passi possibili. Ecco, pensando alla mia vita, alla mia vocazione, così potrei descriverla, come una sequenza di piccoli passi possibili. Infatti il cammino dell’uomo non è una corsa, né uno stato di immobilità, rimanendo pigro e fermo, ma si sviluppa attraverso una serie di passi continui. Ogni giorno il Signore chiede di fare un passo e dà anche la forza necessaria per compierlo.

Il mio cammino di piccoli passi è cominciato in un piccolo paese dell’Ungheria, dove sono nata. La mia famiglia non era credente, o meglio non era praticante, ma il Signore già a partire dalla famiglia aveva un progetto per me, piantando nel mio cuore il piccolo seme della fede e dell’amore per Lui. Un giorno è arrivato un nuovo sacerdote nel nostro paese e ha fatto una visita nella mia scuola per parlarci del catechismo. Così, tornando a casa, ho chiesto a mia mamma di poter iscrivermi anche io. Lei non era più di tanto entusiasta, ma neanche contraria. Diciamo che questo era il mio primo piccolo passo verso Lui! Dopodiché ho chiesto di poter essere battezzata, perchè fino ad allora non lo ero, e la mia mamma acconsentì anche questo passo. Per la mia grande gioia, è arrivato poi il grande giorno della Prima Comunione ed ero sicura che mai più mi sarei allontanata da Dio. Ma i passi della nostra vita non sempre sono semplici e gioiosi, dunque anche sul mio cammino si è affacciato il dolore e la sofferenza con la morte della mia mamma. Mi sono rattristata, arrabbiata e ho lasciato la mano paterna di Dio. Non andavo in chiesa, non pregavo, vivevo solo così, cercando risposte che fuori di Lui non si possono trovare.  Il nostro Dio è un padre buono che non insiste con violenza, ma lascia liberi i suoi figli e, come il padre del figlio prodigo aspetta il loro ritorno. Questo è successo anche con me.  Lui mi ha aspettata e non mi ha lasciata sola neanche quando io mi allontanavo. Ha avuto pazienza con me ed era pronto a perdonarmi. Così, piano piano, sono tornata da Lui, perché capivo che ciò che cercavo non era fuori, ma in Lui. Ritornando a fidarmi di Lui, accettando i dolori e le difficoltà, un giorno ho capito che Dio aveva un progetto per me: la mia strada è sarebbe stata quella della vita consacrata. Questa scoperta non è arrivata con gran rumore, luci e voci, ma in silenzio, giorno dopo giorno è nata nel mio cuore.  In un incontro per giovani, ho sentito parlare di un padre francescano che in Romania accoglieva dei bambini in difficoltà e che si poteva fare volontariato lì da lui. E quando meno ci pensavo, il Signore ha deciso che era arrivato il tempo di fare un altro passo. Così ho conosciuto le suore Calasanziane, Sr. Tunde e Sr. Giuditta. Ho passato molto tempo con loro, tutte le mie vacanze e, terminati gli studi, ho deciso di intraprendere il cammino della formazione religiosa. Nel 2006 sono partita per l’Italia, nel 2007 sono entrata in noviziato e nel 2009 insieme a Maria Teresa abbiamo pronunciato il nostro primo Sì, che poi ho rinnovato per sempre nel 2015. Ho vissuto a Roma, a Firenze, in Romania e sono pronta a continuare a fare piccoli passi possibili ogni giorno, purché portino verso Lui, con Lui, nel servizio dei piccoli, dei bisognosi, dei fratelli tutti.

                                                                                                                       Suor Melinda della Trinità

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