Cosa sono?

“Oasi Calasanziane” è il nome che abbiamo voluto dare alle nostre comunità di accoglienza per i bambini e i ragazzi.

L’oasi, lo sappiamo, è un’area di vegetazione isolata in un deserto che, di solito, circonda una sorgente di acqua naturale. Ma, in realtà, un’oasi non è mai di origine integralmente naturale, infatti per oasi possiamo anche intendere un luogo dove abitano persone che, incontrando condizioni geografiche aride, usano le risorse disponibili per creare un ambiente fertile, in contrasto con l’intorno sfavorevole.

 

Nostre Oasi

Nelle nostre “Oasi Calasanziane” allora queste due definizioni diventano una sola realtà. Le nostre case sono “Oasi”, perché è il luogo dove uno approda, dopo un lungo e faticoso cammino, per abbeverarsi e poi, in condizioni migliori, ripartire per iniziare una nuova vita. L’Oasi diventa così un luogo di pace, di riposo, di ristoro, ma, allo stesso tempo, anche un luogo di attività constante per prepararsi a una nuova avventura.

La nostra Oasi, però, è anche Calasanziana: non è un luogo di ristoro qualunque; la sua sorgente, infatti, ci richiama alla mente la prima definizione di oasi che abbiamo descritto sopra, perché la sorgente che troviamo nelle nostre oasi non sono di origine naturale… Vale a dire che l’abbiamo ricevuta come un dono!  Da questa sorgente calasanziana zampilla da oltre 400 anni, ormai, un’Acqua pura che ha dissetato davvero tanti cuori aridi, affaticati, debilitati e oppressi: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò “(Mt 11,28).

È un’Oasi che ha la sua origine naturale in Gesù stesso che, per mezzo di San Giuseppe Calasanzio, ha voluto creare un luogo di condizioni favorevole per i bambini e i giovani, un “Oasi” appunto. Anche Madre Celestina, 200 anni dopo, ha voluto abbeverarsi a questa stessa sorgente e far sì che, in altre circostanze sfavorevoli, quelle delle bambine e ragazze povere e figlie di carcerati, potessero incontrare al suo tempo altre “Oasi” per loro.   Quindi ha voluto costruire anche lei luoghi dove si potesse vivere all’insegna della semplicità, dell’accoglienza, della lode e dello stupore davanti alle meraviglie della creazione, dell’umiltà e della gioia. Un luogo dove i bambini e ragazzi potessero trovare pace e serenità in mezzo alle condizioni aride che, molte volte, le società e le famiglie, fanno trovare loro.

Quindi l’Oasi Calasanziana è un luogo dove la fatica di ogni bambino può trovare riposo e soprattutto una nuova speranza: quella speranza che si può solo ritrovare quando ci si è circondati dell’amore. Quell’amore che abbraccia ogni problema, che abbraccia ogni disillusione, ogni disaggio, ogni tristezza, ogni sofferenza facendoli poco a poco diventare una nuova speranza di vita.

L’Oasi calasanziana, quindi, non è un luogo solitario, desertico, ma al contrario è un luogo di incontro tra molte persone che si vogliono bene e che si vogliono aiutare, che si sentono parte di una grande famiglia. Bambini, ragazzi, giovani, suore, preti, educatori, volontari ed amici, tutti insieme per un solo progetto: abbeverarsi alla Sorgente dell’Amore per essere capaci di amare e di donare speranza per un futuro migliore.