Chi sono

Le Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio, dette Suore Calasanziane, sono, nella Chiesa, un Istituto Religioso di Diritto Pontificio. Sono persone consacrate che seguono Gesù Cristo con la professione dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza e tendono alla perfezione cristiana, secondo la spiritualità e la missione ad esse affidate dal fondatore Monsignor Celestino Zini, scolopio, e della fondatrice, la Beata Celestina Donati.

Le Religiose calasanziane, con la pratica dei consigli evangelici, divengono libere da tutto per amare e servire solo il Signore, vivendo in comunità di vita fraterna; si dedicano ad istruire nella pietà e nelle lettere, ad esempio di San Giuseppe Calasanzio, con la particolarità specifica dell’accoglienza, educazione e protezione di quei bambini e giovani in situazione di bisogno e di abbandono. Le Suore calasanziane, dunque, si dedicano ad accogliere e benedire, come Gesù, i piccoli indifesi della società e, pertanto, ogni bambino e ogni giovane che soffre sono oggetto della loro tenerezza.

Unendo lo spirito contemplativo alla vita apostolica, testimoniano con entusiasmo il Vangelo di Cristo, coltivando quelle virtù proprie che caratterizzano il carisma a loro affidato dai loro fondatori. Pertanto, coltivano, ad esempio della loro fondatrice, una speciale fiducia nella Divina Provvidenza senza voler altro che la volontà divina; l’amore fedele a Gesù Crocifisso, come icona di amore perfetto e di donazione totale agli altri; lo zelo e il culto all’Eucaristia, mediante l’adorazione quotidiana; l’amore e la devozione filiale alla Madre di Gesù, Maria santissima.

Le Suore Calasanziane svolgono il loro apostolato: nella scuola, unificando cultura e pietà, per una crescita integrale dei bambini e dei giovani; nelle opere parrocchiali, in collaborazione con i parroci e laici delle comunità locali, soprattutto nella catechesi dei bambini, dei giovani e delle famiglie;  particolarmente si dedicano alle opere assistenziali, attraverso le case famiglia e centri diurni, dedicandosi all’accoglienza, cura, protezione ed educazione dei bambini e dei giovani che si trovano in qualsiasi stato di abbandono e bisogno umano, spirituale, familiare e sociale.

 

La nostra Storia

Le Suore calasanziane nascono dal cuore inquieto di una donna chiamata Marianna Donati, futura Suor Giuseppa Celestina della Madre di Dio, per servire Dio nei bambini e nei giovani, ad esempio di San Giuseppe Calasanzio, il cui carisma le era stato trasmesso dallo scolopio Celestino Zini. La fonte di questo amore per i bambini e i giovani è Gesù stesso che predilige, ama, abbraccia e benedice i fanciulli. Questo amore per i più indifesi, i piccoli del Regno, era stato in lei plasmato dall’esempio, dalla guida e dalla formazione ricevuta dal Padre Celestino Zini.

Marianna Donati, nome di battesimo, dopo un lungo periodo di abbandono e ricerca della volontà di Dio, sostenuta e guidata dal padre Zini e assolvendo con obbedienza docile i suoi doveri di figlia fino all’età di 41 anni, decide di fondare, insieme e nelle mani del suo direttore spirituale, la Congregazione religiosa con il nome di “Sorelle Povere Calasanziane della Madre di Dio”, in seguito detta “Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio”, suore Calasanziane. La Congregazione nasce a Firenze il 24 giugno 1889, festa di San Giovanni Battista. Lei riceve l’abito religioso con il nome di suor Giuseppa Celestina della Madre di Dio, insieme ad altre 4 Sorelle: suor Maria Giuseppa di S. Tommaso d’Aquino, suor Maura di Santa Caterina da Siena, suor Antonina di San Leonardo da Porto Maurizio e suor Pompilia di San Francesco d’Assisi

Verso la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, questa nuova Comunità religiosa, cresciuta e libera di andare lì dove la vocazione e l’amore la spinge, cerca di rispondere ai segni del tempo, prima di tutto aprendo scuole gratuite per le bambine e ragazze povere. Poi, la volontà di Dio si rivela maggiormente per mezzo di una bambina, una piccola fiammiferaia che la mamma vuole affidare alle cure delle suore per sottrarla alla sofferenza e alla violenza familiare che spesso trova la sua causa nell’ignoranza e nella povertà, ma che certamente deriva dalla mancanza di fede e di valori nella quale vengono a trovarsi sia le famiglie di quell’epoca come tante famiglie di oggi.

Un Apostolato, quindi, originariamente dettato dal bisogno di accogliere, proteggere e difendere le bambine e ragazze povere, abbandonate e vittime di ingiustizie umane e sociali, soprattutto figlie di detenuti, per educarle, attraverso un percorso integrale, nelle lettere e nella pietà, facendo sì che loro potessero prepararsi ad una vita dignitosa e contribuire alla riforma della società, nel contesto di una visione cristiana del mondo.

Venuto a mancare il Padre Celestino Zini, l’Istituto delle Figlie povere di San Giuseppe Calasanzio, sotto la direzione di Madre Celestina Donati, continua il suo cammino di crescita anche se non mancano fallimenti, difficoltà varie e permanenti problemi di mezzi umani ed economici, ma che la Fondatrice ha saputo affrontare sempre confidando nell’Amore infinito di Dio e nella sua paterna Provvidenza, certa anche che presso Dio non è il numero che conta, ma lo slancio dell’ideale; non la quantità, ma l’intensità dell’impegno.

La prima Oasi di questa pianticella, come solevano chiamarla i suoi fondatori, è la Casa Madre di via Faenza in Firenze, vicina alla stazione Ferroviaria di “Santa Maria Novella”; in seguito diviene anche Casa Generalizia. In questa casa si può visitare la camera di Madre Celestina nella quale è custodita anche la raccolta di numerose sue memorie. Accanto alla Casa Madre è situata la storica Chiesa di San Giuliano dove riposano le spoglie dei due fondatori e dove, dal 1900, è praticata l’Adorazione quotidiana dell’Eucaristia.

La pianticella prosegue lentamente, le sue radici crescono in profondità ed anche i suoi rami si estendono, raggiungendo diversi luoghi e dando vita a nuove Comunità calasanziane, con la peculiare caratteristica della carità gratuita. È stato, questo, uno dei primi fondamenti voluti dal Padre Zini: «Accetterete soltanto le bambine abbandonate, poiché quelle per le quali viene offerto un mensile sono accolte con molta facilità».

Il 19 maggio del 1892 viene a mancare Padre Celestino Zini, ma la sua presenza spirituale non viene mai meno. Madre Celestina, vera figlia del Calasanzio, prosegue nella cura di quella singolare pianticella che è la sua Congregazione.

Per espandere il carisma e per accogliere un maggior numero di bambine, Madre Celestina apre nuove case in Toscana e fuori. La prima è dettata dal bisogno dell’aria del mare, per una migliore salute delle bambine e, perciò, suor Maria Ducci, prima giovane che ha cercato Madre Celestina per divenire calasanziana, inizia l’attività apostolica nella casa di Livorno, dove si sviluppa l’Opera per le figlie dei Carcerati (1899).

Nello stesso anno si apre una casa in Via di Centostelle,9, a Firenze e poi: a Cornigliano sulla Riviere Ligure (1908); Staglieno, Genova, (1909); Barberino Val d’Elsa – Firenze (1912); Jesi, in provincia di Ancona, (1913); San Piero a Sieve -Firenze (1914); ancora in Livorno, a Borgo S. Iacopo,136 (1917); Montenero (1921); a Jesi, in Via Roma, 128 e nello stesso anno anche a Santa Maria Nuova – Ancona (1922). Il desiderio di avere una casa a Roma si avvera il 14 agosto 1923; poi si apre anche a Ponte Buggianese, Pistoia, e, nello stesso anno, a Collina- Ancona (1924).

Madre Celestina muore il 18 marzo 1925 e dal cimitero di Trespiano, il 23 luglio 1926, la salma viene traslata nella Chiesa dell’Adorazione, in Via Faenza 62.

Dopo la sua morte, sono nate altre case in tutta Italia: alcune ancora in Toscana, poi nel Lazio, Lombardia, Marche, Campania, Puglia e Piemonte. Le Calasanziane sono oggi la moltiplicazione e l’espansione del grande cuore di Suor Celestina, sempre presente tra noi. Cuore che è arrivato oltre il confine italiano, in Brasile, Romania, Nicaragua e Congo.